Il cinema prodotto dall’etichetta “Mater-ia” è un cinema sperimentale, visionario, che mette insieme diversi linguaggi artistici e visuali, come la danza, la musica, la poesia e la pittura.
Nel caso della produzione del regista Tore Manca, creatore dell’etichetta, tanti sono i grandi nomi del mondo dell’arte audiovisiva cui fa riferimento: dal cinema sperimentale dei primi del secolo (tedesco, ungherese, francese) alla video arte di Paolo Gioli, Robert Cahen, Matthew Barney, del pioniere Nam June Paik, di Godfrey Reggio, Jan Svankmajer, Derek Jarman, Zbigniew Rybczyński e Robert Wilson; il cinema di Jean-Luc Godard, dell’ungherese Béla Tarr, di Wim Wenders, Dziga Vertov, Robert Wiene, Georges Méliès e Ingmar Bergman.
E altrettanto importanti l’antroposofia di Rudolf Stainer e l’opera letteraria di Italo Calvino, Valerio Magrelli, Stéphane Mallarmé e Charles Baudelaire.
[…] il cinema come arte contemporanea… non mi occupo di cinema per il sociale, non mi interessa sfruttarlo, io ho necessità di esprimermi, sperimentare il linguaggio poetico e audiovisivo per crescere come essere umano.
Tore Manca
E.K. Erdkinder 2023
diretto da: Tore Manca
coreografie: Daniela Tamponi
voce narrante: Chiara Chinni
performers adulti: Daniela Tamponi, Lupa Maiomone, Francesca Ventriglia, Matilda Deidda, Alessandro Pala Griesche, Alessandra Carbini, Aldo Bini, Vittorio Pistidda, Fabio Noce, Antonello Tola, Marco Ceraglia
performers ragazzi: Marika Dessolis, Maria Chiara Quidacciolu, Mario Addis, Chiara Muntoni, Ginevra Chirico, Cristina Contu,
Nina Curnis, Adele Masu, Angela Bruno, Beatrice Orecchioni, Emma Deledda, Alida Monteduro, Cecilia Musmeci, Francesca Filiziu, Camilla Barsotti, Miriam Tamponi
colonna sonora: Daniela Savoldi, Arnaldo Pontis, Derix
assistente alla regia e scenografia: Matilda Deidda
counselor ragazzi: Daniela Tamponi
Costumi: Tore Manca
poesie: Tore Manca, Rossella Maiore
fonico presa diretta: Giuseppe Deriu
counselors: Antonio Deroma (LIS), Vittorio Pistidda, Rita Delogu
assistente di edizione: Luigi Ruiu
Sinossi:
La foresta è l’entrata nel mondo magico degli Dèi, dove ogni pianta, albero e animale è sacro
Siamo in una città, una delle tante, nel caos giornaliero in cui tutto è iper veloce: il traffico, le auto in coda, le persone in attesa del semaforo verde, il suono assordante della modernità urbana, la fila al supermercato. Le comodità, il consumo, la schiavitù del progresso sono il motore della società contemporanea, dalla mattina alla notte senza interruzione.
Alcuni bambini e ragazzi vivono e studiano fuori da ogni logica naturale, sotto una disciplina scolastica e familiare molto rigida.
Non hanno mai visto un fiore o una foglia, non sono mai stati a contatto con la natura, e tutto quello che conoscono lo devono ai libri.
Tra di loro tutto è incomprensibile, tra genitori e figli non esiste più dialogo verbale, ma solo gesti.
Raccolti pochi oggetti dentro uno zaino e abbandonato il rumore domestico e il mutismo familiare, con enorme volontà una figlia raggiunge la foresta.
Una fuga dalla città, per riappropriarsi di un equilibrio sottratto, la foresta vista e vissuta come scuola e famiglia e l’acqua che porta in sé il germe della vita.
il progetto:
Un film, un racconto per immagini, uno spot per l’ambiente, la volontà di appartenergli.
Ma interroga un po’ gli animali,
Giobbe, ai suoi amici
e te lo insegneranno; gli uccelli del cielo, e te lo mostreranno; oppure parla alla terra ed essa te lo insegnerà, e i pesci del mare te lo racconteranno.
fin dalle origini
rituale romano
il tuo Spirito si librava sulle acque
perché contenessero in germe la forza di santificare
Si dice “è crudele tenere animali tanto grandi in un appartamento di città”, ma parliamo di cani, mai di persone, che sono ben più grandi e molto più sensibili all’ambiente che le circonda.
Jean Liedloff
DETTAGLI PRODUZIONE:
Durata: 90′
Lingua: italiano
Prodotto da: mater-ia / 2023
Coproduttori: Tore Manca, Daniela Tamponi, Moviment’Arti
Con il sostegno di: Fondazione di Sardegna, Film Commission
Con il patrocinio del Comune di Tempio Pausania
Partnership: Autour du Mime di Parigi, ARIONLINE Cagliari, Lila Cagliari, Meridiano Zero, Spazio Bunker, Compagnia San Giuseppe Tempio Pausania, Monkey Run, MiBACT
The Man of Trees 2019
liberamente ispirato a: “L’uomo che piantava gli alberi” – Jean Giono, 1953
diretto da: Tore Manca
coreografie: Daniela Tamponi
voce narrante: Alessandro Pala
attori: Bruno Petretto, Matilda Deidda, Giovanni Salis, Daniela Tamponi
testi: Jean Giono, Rossella Maiore Tamponi, Tore Manca
colonna sonora: Daniela Savoldi, Irma Toudjian, Arnaldo Pontis, Dalila Kayros, Coro Gabriel
Sinossi:
Jean ha un legame cosmico e viscerale con la natura, il richiamo ad essa come fonte della vita.
Il suo è un gesto d’amore verso la natura sfruttata, violentata e inaridita dall’uomo “civilizzato”; è a lei che il protagonista dedica un’intera esistenza con umiltà e trasporto. Consumismo, comodità e materialismo spengono l’amore per la vita trasformandolo in merce di scambio.
La nostra condizione umana è senza speranza, siamo diventati incapaci di comunicare in modo diretto, di manifestare liberamente le nostre emozioni, non abbiamo altro da fare che attendere la morte nella brama del benessere. Jean no: Jean, guidato dalla sua musa ispiratrice, senza egoismo e aspettative, pianta semi di quercia, ghiande, alberi, dove prima non c’era nulla… solo per amore.
il progetto:
Il progetto nasce nel 2017, in seguito alla chiusura di “Lia: music non stop” (doc-film di 70’ dedicato al soprano Lia Origoni) e “Bioethic Vision” (opera di video-arte e cinema sperimentale di 50’). Un film dal linguaggio sicuramente non convenzionale, che coinvolge tutto ciò che il regista ama dell’arte, dalla poesia, alla pittura, dalla musica e alla danza. Importante la collaborazione attiva di tutte le persone con cui Manca lavora e collabora, fra le quali la coreografa Daniela Tamponi, che lo aveva già accompagnato in altri lavori come danzatrice, attrice e performer, e in questo caso anche come produttrice.
Ho pensato a lungo prima di scrivere la sceneggiatura di questo film, volevo capire in quale direzione continuare il mio lavoro, di cosa avevo e ho bisogno ancora […] Io mi pongo tante domande su quello che accade nel mio universo, in questa vita ancora.
Ho aggiunto e raggiunto l’essere umano per necessita, disegnandone i quadri e adattandolo alla natura, confrontandone le potenzialità.. le sue debolezze, la sua potenza. Natura, uomo e tecnologia sono la mia base di partenza, ma so per certo che dietro quelle forme esiste altro e io sono alla ricerca di quello.
Tore Manca
DETTAGLI PRODUZIONE:
Durata: 65′
Aspect ratio: 1:85 color
Lingua: italiano – disponibile con sottotitoli in: inglese, francese
Shooting Format: 4K
Disponibile in: 2K / Full HD
Prodotto da: mater-ia / 2019
Produttori esecutivi: Tore Manca, Daniela Tamponi
Con il sostegno di: Fondazione di Sardegna, Film Commission
Partnership: Amerindia Cinema, Moviment’Arti, LIPS (Lega Italiana Poetry Slam), Tramedarte
, Fondazione di Sardegna, Film Commission, WWF Italia
Bioethic Vision 2015
diretto da: Tore Manca
performers: Hiora, Bruno Petretto, Daniela Tamponi, Marco Sanna, corpi, animali, minerali, natura
noise: Tore Manca
musica: Machina Amniotica
Agisci in modo che le conseguenze delle tue azioni siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra
Hans Jonas
il progetto:
Si tratta di un medio-metraggio sperimentale, che coinvolge diversi linguaggi artistici. 8 quadri in movimento: ogni quadro è minimale e parla attraverso la simbologia dell’essere vitale e sano, escludendo volutamente di trattare della sua più grande debolezza: l’egoismo materiale che in questa epoca supera ogni limite.
La natura mi controlla e mi plasma a suo piacimento senza preavviso, senza artificio; essa mi trasforma e mi rigenera facendomi parte integrante della sua catena. Alla fine del ciclo ogni mia difesa immunitaria si sgretola generando nuova materia che si ricompone in altra forma.
Ed ecco che ad ogni movimento dell’universo il suono cambia; ho ascoltato il suono, l’ho raccolto, l’ho assorbito; mi è stato fondamentale per capirla e capirmi, ma per farlo ho dovuto congedarmi dal mondo esterno, quello urbano, quello lavorativo, così complicato e fiscale, tanto tecnologico quanto meccanico, capace di ridurmi in uno stato vegetativo tale da non riuscire più a relazionarmi con il prossimo.
Io sono “humus”, la materia prima, il liquido vitale. Bioethic Vision è una ricerca sull’immagine concreta, sul video, sul suono; una ricerca che mi ha portato ad osservare la natura, riprenderla e registrarla senza paura di confondermi ma confrontandomi e riconoscendo in essa, la mia identità di uomo.
Tore Manca
DETTAGLI PRODUZIONE:
Durata: 52′
Formato: Full HD
Prodotto da: mater-ia / 2015
Coproduttori: Tore Manca, Hiora

Lia: Music Non Stop 2014
Sulla vita di: Lia Origoni – cantante italiana – (La Maddalena, 1919 – 2022)
scritto e diretto da: Tore Manca
performance: Daniela Tamponi
con: Lia Origoni, Daniela Tamponi, Tore Manca
colonna sonora: Arnaldo Pontis, Irma Toudjian, Alex Ledda, Lia Origoni
Sinossi:
Il film/documentario di ricerca è dedicato a Lia Origoni, cantante e artista molto nota in Italia e in Europa nella prima metà del secolo scorso, nata in Sardegna (a La Maddalena, il 20 ottobre del 1919) e quivi deceduta (il 26 ottobre 2022).
Il film ritrae l’artista alle prese con una nuova vita, in un mondo sempre più tecnologico, frenetico e meccanico.
In questo mondo Lia, da autodidatta, si immerge con semplice curiosità artistica cercando nuove strategie per riuscire a far riemergere la sua arte oramai dimenticata dai media. Riesce a farlo adattandosi rapidamente alle nuove tecnologie, lavorando alle tecniche di editing su computer audio e multimediali, a partire dalle bobine magnetiche contenenti centinaia di registrazioni canore, recuperate fortuitamente dagli archivi della RAI; inoltre si adatta alla comunicazione quotidiana attraverso i moderni social network. Lia vive la sua seconda vita, ormai prossima al secolo, fra i mezzi moderni con la curiosità di un nativo digitale e senza nessuna paura di sbagliare.
A 94 anni compiuti: Lia vive a La Maddalena, la città natale nella quale è tornata dopo aver vissuto in molte città del mondo, e lavora ogni notte al computer fino alle 4:00 del mattino per ripulire i vecchi nastri con le registrazioni dei suoi concerti e passarli in stereofonia e in forma digitale. Si tratta di vecchi nastri magnetici fortuitamente recuperati dagli archivi del secolo scorso che la RAI (Radio Televisione Italiana) voleva mandare al macero. In quelle centinaia di nastri è ancora incisa la sua voce dal vivo di tutta una vita di arte e cultura musicale, una vita che l’avvento delle nuove tecnologie avrebbe mandato in fumo senza pietà. In questo modo, nuovo, indipendente e ribelle, la quasi cenenaria artista Lia, che si è esibita con immenso successo e per decenni in mezza Europa e in centinaia di concerti, anche durante la guerra, senza mai aver registrato un solo brano in uno studio di registrazione, come una moderna fenice risorge digitalmente oggi dalle proprie ceneri.
LA COLONNA SONORA:
Anche per stimolare ulteriormente la propria e altrui curiosità verso le nuove frontiere artistiche e tecnologiche, Lia Origoni e il giovane regista sardo Tore Manca si sono rivolti a Daniela Tamponi, la danzatrice e performer sarda che compare nel film con le sue performance. Insieme hanno deciso di coinvolgere nella composizione della colonna sonora Arnaldo Pontis, informatico e musicista elettronico (anch’egli nato in Sardegna) che ha all’attivo numerosi lavori, progetti musicali, dischi, colonne sonore per film e teatro e collaborazioni con musicisti di livello internazionale. Con il suo progetto artistico “Magnetica Ars Lab” Arnaldo è oggi anche un noto esponente in Italia della corrente artistica e musicale che fa uso delle moderne tecnologie informatiche ed elettroniche nelle composizioni sonore e che viene definita “industrial”.
Nella realizzazione dei brani elettronici che compongono questa colonna sonora egli ha quindi lavorato distorcendo e modificando senza nessuna remora, verso nuove frontiere sonore, le antiche melodie e la splendida voce di Lia. Per farlo si è avvalso della collaborazione al pianoforte di Irma Toudjian, nota pianista classica di origini armene che vive a Cagliari (che suona nel brano finale liberamente ispirato a Debussy) e di Alex Ledda, altro giovane musicista sardo che vive a Roma, che ha collaborato con le batterie elettroniche.
BIOGRAFIA DI LIA ORIGONI
Lia Origoni nasce a La Maddalena, il 20 ottobre del 1919.
A diciotto anni vince a Roma la borsa di studio del Ministero per frequentare gli studi musicali al Teatro dell’Opera. Il suo talento è tale che, caso unico nella storia, la borsa le viene confermata pure per l’anno successivo. A 20 anni sottoscrive il primo contratto con la sperimentale Fonovisione (progenitrice della Televisione) che opera a Roma con una ventina di monitor, di cui uno per il Duce e uno per il Papa. Viene scritturata da Totò e Anna Magnani per la rivista “Quando meno te l’aspetti”. Nel 1940 Lia passa con Rabaglia. Poi, per un contratto di 300 marchi a serata, che costituiva per l’epoca una vera fortuna, a soli 22 anni debutta alla Scala di Berlino, incontrando le massime stelle europee del momento: Jaques Ta, Werner Kroll, Loni Hoiser.
Il successo di Lia Origoni diventa travolgente durante gli anni ’40, tanto da offuscare anche il mitico Tito Schipa, ormai al termine della sua prestigiosa carriera. Gli artisti che si esibiscono a Berlino in quel periodo, durante gli anni della guerra, vengono mandati in tournée per portare conforto alle truppe impegnate nei territori sovietici. Durante una di queste tournée Lia viene addirittura catturata dai partigiani che quando capiscono che si tratta della giovanissima e famosa soprano italiana la rilasciano senza che le venga torto un capello.
A Berlino, nello stesso periodo, sotto i bombardamenti alleati, una gigantografia di Lia Origoni al massimo della sua notorietà, alta 2 piani, coprì per mesi lo squarcio di un palazzo storico davanti al teatro.
Lia resiste a lungo anche alle avance del potente Goebbels, nonostante le preoccupazioni dell’ambasciata italiana, che temeva pesanti complicazioni diplomatiche. Dopo il 25 aprile e la destituzione del Duce, Lia Origoni chiede di lasciare subito la Germania, ma i gerarchi nazisti glielo vietano. Raggiunta in maniera rocambolesca l’ambasciata italiana riesce a fuggire prima che si chiudano le frontiere.
Dopo la guerra si presenta all’EIAR di Firenze e ottiene una scrittura dal maestro Barsizza. A seguito di questo nuovo successo, passa a Milano, dove all’Olimpia viene scritturata per La Scala d’Argento di Roversi, con Costa e Tajoli. Le truppe alleate sono ormai sbarcate in Sicilia, l’Italia firma l’armistizio e i tedeschi, furibondi, escono da Roma, per attestarsi lungo la linea gotica. L’Italia è spezzata in due: al sud gli alleati, al nord i tedeschi. Lia è scritturata per una Tournèe a Brescia, Piacenza, Genova e Milano. Da Milano la cantante si trasferisce a Venezia. Viene scritturata per la commedia “Addio giovinezza”. Finalmente Lia si presenta alla Scala di Milano e viene scritturata per La Traviata.
Il successo cresce e questa edizione della Traviata verrà ricordata anche perché una replica venne dedicata a Evita Peron, in visita ufficiale in Italia. Seguiranno numerose altre opere liriche a Roma e al San Carlo di Napoli, e poi contratti per trasmissioni alla RAI, tournèe a Parigi, esibizioni al Dianarzade, al Moulin Rouge, all’Operà. Lia, che in quel periodo è amica di Chevalier, partecipa e vince il Festival della Canzone Italiana in Francia. Va poi a Madrid, a Barcellona, in Marocco a Casablanca, in Egitto, a Il Cairo e ad Alessandria come ospite di riguardo di Re Farouk. Alle esibizioni canore si affianca il percorso teatrale con Paolo Poli, e anche una sua memorabile prestazione nell’”Opera da tre soldi” di Brecht. E anche studi sulla musica folkloristica accanto al maestro Giorgio Nataletti, direttore della scuola di Santa Cecilia. All’Università di Grenoble, negli anni cinquanta e all’apice della sua carriera artistica e dei riconoscimenti ufficiali, Lia Origoni decide di smettere di cantare. Oggi, a 94 anni compiuti (questa biografia risale all’anno 2014), Lia vive a La Maddalena e si occupa attivamente del ri-editaggio delle centinaia di sue registrazioni canore, salvate dalle teche RAI, lavorando in autonomia al computer con particolare dimestichezza nelle nuove tecnologie audio.
DETTAGLI PRODUZIONE:
Durata: 50′
Lingua: italiano – disponibile con sottotitoli in: francese
Prodotto da: mater-ia / 2014
